Dizionario Geografico Fisico
Storico della Toscana
di Emanuele Repetti

Il Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana:
Organizzazione dell’opera, tipologie delle principali voci e struttura degli articoli

La regione oggetto dell’opera del Repetti comprende, secondo i confini attribuiti a Strabone (Repetti 1833, Avvertimento, p. XI) per la provincia dell’Etruria, oltre al Granducato (incluse Romagna e Massa Trabaria granducale) e alle sue isole, tutta la valle della Magra e quella del Serchio, cioè la Lunigiana, il territorio della Spezia, il Ducato di Lucca, la Garfagnana granducale ed estense.

Il processo di georeferenziazione dei sitiA tutte le località (non solo i centri abitati, ma anche pievi, acquedotti, fiumi, monti, vie, ecc.) comprese entro tale area sono dedicati articoli specifici, ordinati alfabeticamente; accanto ad essi si trovano anche voci di carattere generale o di ricapitolazione, quali quella di breve introduzione alle abbazie, o quelle sull’Appennino Toscano, sul Littorale, sulle cave di marmo, sulle valli, ecc. Tra queste voci è anche un articolo sul Granducato (poi corretto e ampliato con aggiornamenti nell’articolo Toscana Granducale del Supplemento) in cui si parla della sua formazione, della divisione ecclesiastica, governativa e giudiziaria, della superficie territoriale.

Per quanto riguarda gli articoli specifici, in ognuno di essi, dopo il nome, viene data una definizione dell’oggetto, elemento che, relativamente alle località abitate, Repetti chiarisce con le seguenti parole dell’Avvertimento: "Ho qualificato per Castelli quei villaggi che conservano traccia di mura Castellane, e ho distinto col titolo di Terra quelli più cospicui e più popolati. Ho indicato per Castellare le vestigia di antiche rocche, di torri, o di abbandonati fortilizi. Lascio il nome di Villaggio ai paesi aperti e chiamo Borghi i villaggi situati lungo una strada regia o provinciale. Intendo per Casale o Vico piccole borgate, le parrocchie o i popoli spicciolati, per lasciare il nome di Villa ai palazzi campestri, o ai resedi di antiche signorie rurali" (Repetti 1833, Avvertimento, p. XIII).

Dopo la definizione, è indicata la posizione geografica della località. Per i luoghi compresi nel Granducato viene poi il nome della valle di appartenenza, del Compartimento, Diocesi e Comunità in cui erano compresi e della Giurisdizione da cui dipendevano. Per i paesi fuori dal Granducato, oltre le distanze dai Capoluoghi di Comune, il Tribunale e la Diocesi, viene indicato il Ducato o il Regno di appartenenza. A questi dati ricorrenti in testa ad ogni articolo relativo ad una località, segue una descrizione più o meno lunga in relazione all’importanza e alla vastità del luogo.

Le voci specifiche di maggiore estensione sono quelle dedicate ai Compartimenti. Quando furono pubblicati i primi fascicoli del Dizionario, la Toscana Granducale era divisa nei cinque Compartimenti di Firenze, Pisa, Siena, Arezzo e Grosseto e a ciascuno di essi è dedicato un lungo articolo, suddiviso in vari paragrafi relativi alla Città capitale, alla sua Comunità, alla sua Diocesi, al Compartimento stesso, alle strade regie e provinciali che l’attraversavano, e completato con prospetti della popolazione distribuita per Comunità.

Di ogni città sono ricordate tradizioni, attività commerciali ed industriali, e le vicende storiche, civili, politiche ed economiche. Ancora, delle città vengono ricordati archivi e biblioteche, istituti di beneficenza e d’istruzione; è narrata la storia dei monumenti principali, delle cerchia di mura, degli antichi palazzi pubblici e degli edifici sacri.

Di storia ecclesiastica trattano i paragrafi riguardanti le Diocesi e che si trovano all’interno delle voci relative alle cittàdiocesane.

Ampi articoli sono anche quelli dedicati alle Comunità in cui, oltre alle notizie storiche e alla descrizione della città capoluogo, si trovano particolareggiate descrizioni fisiche del territorio. Chiude ogni voce relativa ad una Comunità un quadro coi dati relativi alla sua popolazione distribuita per parrocchie.

Nel Dizionario sono numerosissimi gli articoli specifici minori. Nell’Opera infatti "nessuna sede umana è trascurata" (Franzoni 1915, p. 91): Repetti "cercò il fatto storico che riguardasse più da vicino" ogni luogo abitato, "anche un villaggio, una borgata, una terra, un castelluccio, una casa isolata, una villa". Andò alla ricerca del "più antico documento che ne facesse menzione", indagò "i signori o i monaci dai quali dipese, le famiglie nobili" che vi abitarono, gli uomini illustri che vi nacquero e qualche volta anche le condizioni di vita degli abitanti, le loro risorse industriali e agricole (Franzoni 1915, p. 75). Dopo la descrizione della località, quando essa costituisca un popolo, ne viene indicato il numero di abitanti all’anno 1833 o 1832.

Con nuovo materiale raccolto, Repetti pubblica un Supplemento aggiungendo delle voci o correggendone e aggiornandone alcune altre. Peraltro, già durante la pubblicazione dei volumi precedenti, egli aveva proceduto ad un aggiornamento continuo specificando in nuovi articoli notizie o considerazioni relative a località già ricordate altrove. Dato l’ordine alfabetico, Repetti ha potuto ricorrere a volte all’inversione delle parti dei nomi composti potendo richiamare così negli ultimi volumi un luogo già descritto nei primi. In altri casi è ricorso a rimandi espliciti in articoli di luoghi vicini alla località alla cui voce dovesse apportare aggiunte o rettifiche.

In un’Appendice, pubblicata nel 1846, si legge di 16 famiglie di marchesi e conti " che ebbero governo e signoria in Toscana", ad ognuna delle quali è dedicato un capitolo che si chiude con la relativa tavola genealogica.

Nel 1846 viene pubblicata anche l’Introduzione al Dizionario, divisa nelle due parti sulla Topografia generale sulla Storia e Statistica della Toscana, che rappresenta la sintesi di tanto intenso lavoro sia in campo geografico-fisico che storico.

Per quanto riguarda le carte di cui Repetti si è avvalso nella realizzazione del Dizionario, egli stesso scrive: "Per la posizione geografica dei paesi fu guida costante al mio lavoro la Gran Carta Geometrica della Toscana, opera insigne del chiar. Pad. Gio. Inghirami, mentre per quello che spetta alla distribuzione idrografica ho adottato nella massima parte la divisione per Valli recentemente coordinata e pubblicata dal valente sig. Dott. Attilio Zuccagni Orlandini nel suo Atlante Toscano. Potranno servire di corredo alla presente Opera la Carta Iconografica del sig. Gaspero Manetti, e l’altra Geometrica delle strade e corsi d’acqua principali, in cui si troveranno designate le distanze e stazioni postali, redatte entrambe sulla proporzione di 1 a 510.000, per le cure dello stesso sig. Manetti. Le quali due mappe eseguite con somma diligenza e maestria costituiscono oggi il corredo completo dei lavori Geometro-corografici del Granducato: poiché, se una ha il vantaggio di far conoscere la figura ed estensione territoriale di ogni Comunità, l’altra offre l’utilità della identica denominazione delle Vie regie e provinciali descritte lungo il corso delle medesime coi nomi determinati dai Regolamenti veglianti". (Repetti 1833, Avvertimento p. XII).