Dizionario Geografico Fisico
della Toscana
di Emanuele Repetti


[scheda sintetica]


Numero Scheda:40120 / 3238
Denominazione:Pietramala d'Arezzo
Toponimo IGM:Pietramala
x GB:1738998
y GB:4821128
volume - pagine:v. 4, p. 211 - 212
comune - provincia:AREZZO - AR
popolo:(S. Pietro a Pietramala annesso a) S. Maria Assunta a Misciano
piviere:S. Paolo a S. Polo, a Petriolo
comunità:Arezzo
giurisdizione:Arezzo
diocesi:Arezzo
compartimento:Arezzo
ducato/regno:Granducato di Toscana


PIETRAMALA D'AREZZO nel Val d'Arno aretino. Rocca diruta, presso la quale fu una chiesa parrocchiale (S. Pietro) riunita a quella di S. Bartolommeo a Gello, nella Comunità Giurisdizione Diocesi e Compartimento di Arezzo, la qual città trovasi 4 miglia toscana al suo libeccio.
I ruderi di cotesta rocca si veggono tuttora sopra il risalto di un poggio situato fra Gello e Pagognano a cavaliere dell'antica strada mulattiera fra Arezzo ed Anghiari.
Fu sede dei potenti Tarlati i quali si dissero perciò da Pietramala stati capi della fazione ghibellina in Arezzo, dove signoreggiarono specialmente dopo che per lo valore del vescovo Guido Tarlati quella famiglia andò talmente crescendo in potere che essa sola si era in certo modo impadronita della madre patria, ed in molte altre terre importanti del suo contado con assolato e libero potere dominava. Sennonchè nell'anno 1338 Pier Saccone e Tarlato Tarlati di lui fratello a nome di tutta la consorteria de'Pietramalesi rinunziarono per 10 anni al Comune di Firenze ogn'impero e giurisdizione che in qualunque maniera avevano in Arezzo, nel suo contado e distretto ad eccezione di alcuni loro castelli.
Era la rocca di Pietramala abitata e guardata da Marco figliuolo del potente Pier Saccone Tarlati, quando nel 1384 la città di Arezzo ritornò sotto il dominio de'Fiorentini; il quale Marco avendo ricusato di rendere quel castello col fidarsi della fortezza del luogo dove s'era rinchiuso, fu circonvallato dalle armi de'Fiorentini che vi costruirono intorno alcune bastie per abbatterlo; sicchè il Tarlati fu costretto il di 16 agosto dello stesso anno di rendersi a patti, fra i quali uno fu questo, che Marco di Pier Saccone con la sua moglie figliuola del prefetto di Roma e tutta la sua famiglia uscissero liberi dalla rocca di Pietramala, la quale doveva consegnarsi al conte Carlo de'Conti Guidi da Battifolle, e da questo ai Fiorentini dopochè Marco ne avesse levato tuttociò che voleva. - (AMMIR. Stor. Fior. Lib. XV). In conseguenza di ciò il Castello di Pietramala per ordine del Comune di Firenze venne tosto diroccato.