Dizionario Geografico Fisico
della Toscana
di Emanuele Repetti

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Numero Scheda:29690 / 2582
Denominazione:Manciano - Via, Strada da Grosseto a Manciano
Toponimo IGM:Manciano
volume - pagine:v. 3; 5; 6A, p. 37 - 41; 734; 77
comune - provincia:MANCIANO - GR


MANCIANO (Mantianum e Mancianum) nella Maremma di Sovana fra la valle dell'Albegna e quella della Fiora. - Terra murata con sovrastante rocca, ridotta a pretorio, servito fino al 1837 di residenza a un vicario regio, e attualmente a un potestà, capoluogo di Comunità con pieve arcipretura (S. Leonardo) nella Diocesi di Sovana, già di Castro in Acquapendente, Compartimento di Grosseto.
Risiede sul culmine di uno dei poggi che dividono le acque dell'Albegna da quelle della Fiora, ad un'altezza di circa 800 braccia sopra al mare, nel grado 29 10' di longitudine e 42° 35' 6'' di latitudine; 10 miglia toscane a libeccio di Pitigliano, 15 a levante di Magliano, 24 a (ERRATA: ponente) greco di Orbetello, e 30 miglia toscane a scirocco-levante di Grosseto.
Non parlo dell'origine del suo nome del timore di prendere granchi per balene, tanto più che tra le poche memorie superstiti da appropriarsi senza equivoco a questo castello, io non ne trovo alcuna più antica del secolo X. - È un istrumento posseduto dai monaci dell'abbadia di S. Salvadore sul Montamiata, rogato nel castello di Galliano (Waliano) presso Campagnatico li 18 aprile dell'anno 973, col quale il Marchese Lamberto figlio del fu Marchese Ildebrando alienò, o piuttosto oppignorò della somma di lire 10.000, non meno di 45 corti con le rispettive castella e ch. che possedeva nei contadi di Chiusi, di Sovana, di Castro, di Toscanella, di Roselle, di Populonia, di Parma, e di Genova, fra le quali 45 corti e castella fu notata pur questa di Manciano: et septimadecima curte Manciano cum castello suo.
Peraltro 16 anni dopo le stesse 45 corti chiese e castella furono redente per un'egual somma di lire 10.000 dalla contessa Ermengarda figlia del C. Ranieri, vedova lasciata dal prenominato Marchese Lamberto; siccome apparisce da un altro pubblico contratto stipulato lì 17 aprile dell'anno 989 del castello di Lattaja, posto nel contado di Roselle. - Vedere GALLIANO in Val d'Ombrone senese, e LATTAJA.
Se il Marchese Lamberto, o piuttosto la di lui moglie contessa Ermengarda, appartenesse alla famiglia dei conti Aldobrandeschi di Maremma, non ho per ora documenti bastanti per asserirlo. Comecchè andasse la bisogna, è certo peraltro che in questo Manciano dominavano fino dal secolo XII i conti Aldobrandeschi di S. Fiora; dai quali mediante una nuova divisione fatta nel 1272 passò nella linea degli Aldobrandeschi di Sovana, e quindi per causa di matrimonio fu ereditato dalla famiglia de'conti Orsini di Roma. Da questi passò Manciano verso il 1416 in potere della Rep. sanese, la quale (circa l'anno 1424) ordinò la costruzione di quella rocca o cassero che tuttora sussiste, sebbene convertito, come dissi qui sopra, ad uso di pretorio.
Manciano del progredire del secolo medesimo (anno 1455) fu assalito, saccheggiato e guasto dalle masnade del capitano di ventura Jacopo Piccinino, mentre i soldati sanesi facevano testa della terra di Magliano, di dove poco dopo si mossero a ricuperare non tanto Manciano, ma ancora il vicino castello di Montemerano cacciandone il presidio lasciato costà dal Piccinino. (MALAVOLTI, Istorie Sanese).
Il materiale di Manciano sia per l'aspetto del paese, qualora si eccettui la situazione del pretorio, sia per le strade tortuose ripide, sia per la meschinità del fabbricato, non offre alcuna cosa meritevole di commemorazione.

MOVIMENTO della popolazione della Terra di MANCIANO a tre epoche diverse, divisa per famiglie.

ANNO 1640: Impuberi maschi -; femmine -; adulti maschi -, femmine -; coniugati dei due sessi -; ecclesiastici dei due sessi -; non cattolici -; totale delle famiglie 126; totale della popolazione 430.
ANNO 1745: Impuberi maschi 94; femmine 62; adulti maschi 37, femmine 63; coniugati dei due sessi 114; ecclesiastici dei due sessi 12; non cattolici -; totale delle famiglie 97; totale della popolazione 382.
ANNO 1833: Impuberi maschi 239; femmine 206; adulti maschi 186, femmine 234; coniugati dei due sessi 144; ecclesiastici dei due sessi 15; non cattolici 24; totale delle famiglie 275; totale della popolazione 1348.

Comunità di Manciano. - Il suo territorio abbraccia una superficie di 139.702 quadr. agrarii, dei quali 3056 sono presi da corsi d'acque e da strade. - In tutta cotesta superficie di miglia toscane quadr. 170 e 1/2 di suolo soggetto all'imposizione fondiaria, nel 1833 abitava una popolazione di 2575 persone, l'equivalente a circa 15 abitanti per ogni miglio quadrato di territorio imponibile. Confina con sei comunità del Granducato, oltre il territorio, oltre il territorio, che tocca per lunga linea dal lato di levante e di scirocco, spettante alla provincia della Patrimonio di S. Pietro nello Stato pontificio.
Dal lato di ponente-maestro tocca il territorio di Magliano mediante l'Albegna, e di conserva con esso la Comunità di Manciano rimonta il fiume; a partire dalla Camera dei Padri fino alla confluenza del fosso Vivajo. Costà sott'entra la Comunità di Scansano, da primo luogo il fiume medesimo, poscia mediante il torrente Frascone tributario dell'Albegna; il quale torrente trapassa dopo aver fronteggiato dal lato di ponente con il territorio scansanese per il tragitto di circa 4 miglia. Allora voltando bruscamente da ponente nella direzione di scirocco forma un angolo sporgente di fronte alla Comunità di Rocca Albegna, con la quale cotesta di Manciano rasenta prima dal lato di grecale, poscia, dalla parte di maestro finchè attraversano insieme l'Albegna. Il corso di questo fiume serve di limite alle due Comunità sino alla confluenza del torrente Fossonale, che oltrepassano davanti al villaggio delle Capanne di Saturnia. A questo punto sott'entra la Comunità di Sorano, col quale costeggia il territorio comunitativo di Manciano, prima piegando da levante a scirocco e poscia verso ostro, col percorrere una linea contrassegnata da termini artificiali lungo le creste dei poggi, sino a che dopo un tragitto di circa cinque miglia toscane trova dal lato di levante la Comunità di Pitigliano. Con quest'ultima il territorio di Manciano si tocca con la strada provinciale di Pitigliano un buon miglio toscano a ponente del fiume Fiora, nel qual fiume il territorio della Comunità di Manciano si dirige da maestro a scirocco mediante il fosso Catorciano. Finalmente il fiume stesso della Fiora per il tragitto di due miglia toscane serve di confine fra la Comunità di Manciano e lo Stato pontificio, nel quale poi s'interna la Fiora. Allora ripiegando verso libeccio serve di confine alla Comunità di Manciano il fosso Gamberajo, nella linea di grecale al libeccio per il cammino di due buone miglia; poscia rivolgendosi verso scirocco per termini artificiali ritorna sul fiume Fiora, il cui alveo divide i due paesi limitrofi per il tragitto di circa quattro miglia sino sotto la tenuta di Montauto e quasi dirimpetto al ponte dell'Abbadia.
Costà il territorio Granducale e la comunità di Manciano lascia a levante il fiume per entrare nella strada rotabile del ponte all'Abbadia, dirigendosi verso ponente mercè la strada preaccennata e camminando di conserva con lo Stato pontificio arrivano entrambi sulla Pescia, detta Romana.
Di là seguitando il corso di questo fiumicello, il territorio di Manciano volta faccia da ostro a levante per arrivare lungo l'alveo del torrente Chiarone presso al lembo del mare. Quivi abbandona lo Stato pontificio per entrare nel Lago di Burano che percorre parallelo al lido in una linea che taglia il lago in mezzo per il lungo, onde lasciare l'altra metà verso la spiaggia alla Comunità di Orbetello. Giunta quasi di fronte alla torre di Macchia tonda la Comunità di Manciano abbandona il lago prenominato, e dirigendosi verso maestr. per termini artificiali insieme con il territorio di Orbetello attraversa l'antica via Aurelia fra le selve di sughere e i pascoli naturali della pianura sottostante al poggi di Capalbio e di Capalbiaccio; quindi va incontro al borro del Fossone, e a quello di Radicata, dipoi oltrepassa la strada provinciale che da Orbetello si dirige per la Marsiliana a Manciano e Pitigliano, e finalmente ritrova alla Camera dei Padri il fiume Albegna di contro al territorio di Magliano.
Fra i principali corsi d'acqua che lambiscono a confine, o che attraversando il territorio di Manciano havvi, a levante di fiume Fiora e la Pescia romana; a ponente l'Albegna, mentre il torrente Elsa ne percorre la parte centrale. - Se si eccettua la strada provinciale che da Orbetello guida a Pitigliano, pochi tronchi di vie rotabili comunicative furono aperta nel vasto territorio di questa comunità, fra le quali vie sarebbe la più estesa quella tra Manciano e Capalbio, se essa non attendesse tuttora il suo compimento.
Non sarà peraltro più un desiderio il proseguimento della strada regia litoranea da Orbetello a Roma, stante le paterne cure dell'Augusto Granduca di Toscana felicemente regnante. - Vedere VIA AURELIA VECCHIA e NUOVA.
L'indole e struttura del suolo di questa vasta comunità e variatissima per trovarsi in molti punti mascherato, (mi sia permesso l'espressione) da rocce moderne, o sivvero alterato da quelle di origine vulcanica, oppure plutoniana. Avvegnachè dal lato orientale del capoluogo, scendendo dal poggio di Manciano nella direzione di Pitigliano, il terreno consiste, da primo in pretta arenaria o macigno, cui sott'entra alla base del poggio una calcarea compatta color ceruleo traversata da filoni di spato candido; finchè alle sorgenti del torrente Stellata il suolo si ricopre di un'arena argentina brillante consistente in cristalli di lapilli ch'io penso siano il resultato di uno stritolamento della tufa vulcanica.
La qual rena lucente comincia a comparire passato il ponte dello Stellata, comecchè in alcuni punti si nasconda sotto masse di ciottoli di calcarea compatta cementati da un glutine siliceo a guisa di breccia. Poco lungi di là vedesi la tufa in depositi ripararsi e nascondersi sotto banchi di travertino cavernoso, di cui manifestarsi un bell'esempio lungo il fosso Rubiano.
Costà cessano affatto le rocce nettuniane moderne incombenti alle vulcaniche sottomarine; giacchè a sinistra del fosso prenominato comparisce un'aperta e vasta pianura profondamente coperta da ceneri e da tufa vulcanica, in mezzo a cui il fiume Fiora ha potuto facilmente incassare le sue acque in un alveo di 80 e perfino di 100 braccia inferiore al livello della circostante pianura.
Dal lato poi di scirocco della Terra di Manciano tornano ad affacciarsi le rocce di alberese, di macigno e di schisto marnoso più o meno fissile, non di rado state alterate e convertite in una specie di galestro, e talvolta interrotte e coperte da potenti banchi di breccia silicea di vario colore e da strati di alabastrite, (solfato di calce) i quali affanciansi specialmente alla base occidentale del poggio di Capalbio.
Dal lato di ostro e di libeccio scendendo il poggio di Manciano vedesi sottostare ai più elevati strati dell'arenaria-macigno, la calcarea compatta, la quale ultima pietra continua per quella pendice sino fosso di Valli, quindi torna a riaffacciarsi l'arenaria alternante con la prenominata roccia calcarea, finchè entrambe si nascondono sotto il terreno vegetale nella pianura percorsa dal torrente Elsa.
Dal lato poi di ponente e maestr., dirigendosi la Manciano per la strada di Montemerano si cammina costantemente sopra poggi formati di arenaria, sino a che, oltrepassato il castello di Montemerano, sovrappongono al macigno potenti banchi di calcarea concrezionata e cavernosa, la quale costituisce l'esterna ossatura dell'ultima sezione del valloncello percorso dal torrente Stellata, sopra cui dal lato di settentrione risiedono i miseri avanzi dell'etrusca città, ora piccolo villaggio di Saturnia. - Vedere SATURNIA.
Sebbene il clima di questa immensa e spopolata campagna sia temperato anche nella stagione invernale, ciò non ostante vi regnano venti impetuosi; nè l'aere in estate può dirsi dovunque innocua, mentre il paese di Saturnia e altri luoghi del distretto Mancianese, sebbene lontani dalle paduli maremmane, non per questo gli indigeni, e più comunemente le genti avventizie da lavoro che vi si trattengono nella stagione estiva, e i miei primi mesi di autunno vanno esenti dal morbo maremmano. Quindi è che la metà almeno degli abitanti al principio dell'estate diserta, se non da Manciano, e da Montemerano, al certo da Capalbio, da Saturnia e da tutta la subiacente contrada.
Donde pure avviene che la cultura del suolo riducesi costà a poche vigne intorno ai paesi di Manciano, e di Montemerano, alla sementa di una porzione a granaglia, ad alcune piante di olivi di seme e salvatiche, da pochi avveduti proprietarii fatte innestare per ridurre domestiche e più fruttuose, mentre la massima quantità del suolo è abbandonata a una meschina pastura per le mandre di pecore, per le bestie bovine e cavalline, framezzata e sparsa di foreste di cerri e di sughere, le quali si vanno gradatamente estirpando per farne dogarelle e potassa.
L'arcipretura plebana di S. Leonardo Manciano, e quella di S. Niccolò a Capalbio dipendevano della Diocesi di Castro, traslocata in Acquapendente; dalla quale esse furono staccate del 1786 e date alla diocesi di Sovana in cambio del popolo di Proceno, il cui territorio è compreso nello Stato pontificio.
La Comunità di Manciano mantiene due medici e tre chirurghi, dei quali un medico e un chirurgo risiedono nel capoluogo, un medico a Montemerano, e gli altri due chirurghi a Capalbio e a Saturnia. - Tanto a Manciano come a Montemerano vi sono due maestri di scuola.
La potesteria di Manciano è sottoposta al vicario R. di Pitigliano, dove trovasi con la Cancelleria comunitativa l'uffizio dell'esazione del Registro. L'ingegnere di Circondario stà in Arcidosso; la conservazione delle Ipoteche e la Ruota in Grosseto.

QUADRO della Popolazione della Comunità di MANCIANO a tre epoche diverse

- nome del luogo: Capalbio, titolo della chiesa: S. Niccolò (Arcipretura), diocesi cui appartiene: Sovana (già Acquapendente), popolazione anno 1640 n° 200, popolazione anno 1745 n° 152, popolazione anno 1833 n° 202
- nome del luogo: Capanne di Saturnia, titolo della chiesa: Visitazione di Maria (Pieve), diocesi cui appartiene: Sovana, popolazione anno 1640 n° -, popolazione anno 1745 n° 142, popolazione anno 1833 n° 247
- nome del luogo: MANCIANO, titolo della chiesa: S. Leonardo (Arcipretura), diocesi cui appartiene: Sovana (già Acquapendente), popolazione anno 1640 n° (ERRATA: 340) 430, popolazione anno 1745 n° 382, popolazione anno 1833 n° 1348
- nome del luogo: Monte Merano, titolo della chiesa: S. Giorgio (Arcipretura), diocesi cui appartiene: Sovana, popolazione anno 1640 n° (ERRATA: 300) 350, popolazione anno 1745 n° 421, popolazione anno 1833 n° 605
- nome del luogo: Saturnia, titolo della chiesa: S. Maria Maddalena (Arcipretura), diocesi cui appartiene: Sovana, popolazione anno 1640 n° 245, popolazione anno 1745 n° 89, popolazione anno 1833 n° 173
- Totale abitanti anno 1640 n° 1085
- Totale abitanti anno 1745 n° 1186
- Totale abitanti anno 1833 n° 2575

MANCIANO nella Valle dell'Albegna in Maremma. - Nel 1845 questa Comunità contava 2640 abitanti come appresso:

Manciano, abitanti n. 1488
Capanne di Saturnia, abitanti n. 242
Montemerano, abitanti n. 656
SATURNIA, abitanti n. 171

Annessi

Capalbio dalla Comunità di Or-betello, abitanti n. 5
Magliano dalla Comunità di Ma-gliano, abitanti n. 78

Totale, abitanti n. 2640

VIA, o STRADA DA GROSSETO A MANCIANO. - Questa Via parte da Grosseto, passa l'Ombrone sotto Ischia per salire a Scansano, proseguendo per Montemerano e di là per Manciano onde riunirsi dopo 33 miglia alla precedente.