Dizionario Geografico Fisico
della Toscana
di Emanuele Repetti

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Numero Scheda:18910 / 1678
Denominazione:Promontorio Lunense - Capo Corvo, Punta del Corvo, Monte del Corvo - S. Croce del Corvo
Toponimo IGM:Capo Corvo
volume - pagine:v. 1; 5, p. 457, 827; 137
comune - provincia:AMEGLIA - SP


CAPO CORVO o PUNTA DEL CORVO, già Promontorio Lunense. È la propaggine del Monte Caprione, oggi detto Monte Marcello, che si avanza di un buon miglio dentro mare fra la Bocca di Magra ed il Golfo della Spezia. - Portava il nome di Capo Corvo anche al tempo di Fazio degli Uberti, dal quale fu segnalato nel suo Dittamondo, innanzi che il Petrarca dubitasse, se la denominazione di Capo Corvo doveva ripetersi dal suo colore. È noto questo luogo nella storia letteraria per quel frate Ilario del Corvo, cui si attribuisce una lettera dedicatoria a Uguccione della Faggiuola in testa alla prima cantica di Dante ricevuta al Corvo dall'esule poeta. - Vedere AMEGLIA.

CORVO (MONTE o PUNTA DEL) presso Bocca di Magra. È il corno sinistro del promontorio che sporge in mare dal golfo lunense, ora detto della Spezia; alle cui falde orientali fluisce e termina il suo corso il fiume Magra, mentre la base opposta si stende verso il seno di Lerici dentro il Golfo della Spezia.
È rammentato il monte del Corvo da Fazio degli Uberti nel suo Dittamondo, da Petrarca nel suo Itinerario Siriaco; mentre nelle più antiche scritture vien designato col titolo di monte Caprione.

SANTA CROCE DEL CORVO. - Vedere CORVO (MONTE E PUNTA DEL) presso Bocca di Magra, e CORVO (S. CROCE DEL), ai quali articoli si può aggiungere, qualmente fra le membrane dell'Archivio Arcivescovile di Lucca se ne trova una dell'anno 1265 relativa all'acquisto fatto da don Luca priore del monastero di S. Croce al Corvo, Diocesi di Luni, per interesse di quel luogo pio di alcuni beni situati in Sorbano del Vescovo presso Lucca.
In altra pergamena del 1293 si tratta di vertenze insorte tra il priore del Mon. di S. Croce al Corvo della diocesi di Luni e tra Coluccio cittadino lucchese dall'altra parte a cagione del possesso de'beni posti presso Lucca a Serbano del Vescovo (ivi).
Inoltre fra le carte dell'ospedale nuovo di Pisa havvi un istrumento del 6 novembre 1240 scritto nel borgo di Sarzana, col quale don Andrea monaco e diacono della chiesa di S. Croce al Corvo e don Michele monaco dello stesso Monastero giurarono al camarlingo di esso Monastero che in alcun tempo essi non ricevettero chiave veruna dal Vescovo di Luni.
Con istrumento poi del 1408 l'abate di S. Michele de'Scalzi presso Pisa diede licenza ai monaci di S. Croce al Corvo, Diocesi di Luni, di poter alienare alcuni beni (ivi).
Finalmente con scrittura rogata in Vezzano di sotto li 13 gennajo del 1443 don Antonio del Pera vescovo Subtense (sic) commendatario del priorato di S. Croce al Corvo rinunziò spontaneamente il detto priorato nelle mani del Pontefice Eugenio IV (ivi).