Sassoforte
Castello di Sassoforte, ( Roccastrada GR )
In questa sezione sono racchiuse tutte le campagne di scavo effettuate al Castello si Sassoforte.
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RELAZIONE RELATIVA ALLA PRIMA CAMPAGNA DI SCAVO ( 10 LIGLIO 4 AGOSTO 2006 ).
La prima campagna di scavo si è svolta nel periodo compreso
tra il 10 luglio e il 4 agosto 2006; lo scavo è stato reso possibile
dalla collaborazione tra l' Amministrazione Comunale di Roccastrada,
l' Università degli Studi di Siena (MediArG sede di Grosseto) e la Comunità
Montana Colline Metallifere.
NOTIZIE STORICHE SUL CASTELLO DI SASSOFORTE.
Prima attestazione documentaria.
Il castello è citato per la prima volta in un documento del 1075;
qui si fa riferimento ai diritti vantati da Ildebrando V Aldobrandeschi
e da sua moglie sulla locale chiesa delle SS. Lucia e Margherita.
Non è certo che la fondazione del castello sia stata promossa dai due
coniugi o da altri individui noti come domini de Sasso titolari di alcuni
centri fortificati nel volterrano.

È però possibile che il pianoro sommitale del monte di Sassoforte fosse
occupato da un insediamento umano già a partire dalla tarda antichità
infatti nel territorio circostante durante questo periodo è stata
registrata una spiccata propensione degli insediamenti alla
" risalita sulle alture " .
XII secolo
Le informazioni provenienti dalle fonti scritte non chiariscono se la
popolazione del territorio di Sassoforte risiedesse per la sua totalità
entro il castello già dal momento della sua fondazione. Appare probabile,
in analogia con realtà vicine, che vi sia confluita solo nella seconda metà
del XII secolo. In ogni caso, prima della metà del Duecento la massima parte
degli abitanti della zona si era ormai trasferita all' interno delle mura
castrensi, che giunsero a comprendere un esteso borgo disposto sul pianoro
sottostante, dando vita a un castello di grandi dimensioni.
XIII secolo
Nei primi decenni del XIII secolo la zona era sotto il debole controllo
degli Aldobrandeschi; i veri detentori del controllo politico sull' insediamento
erano esponenti di una dinastia di domini locali, che si sarebbero definiti i
" signori di Sassoforte ". La morte di Federico II ( dicembre 1250 ), indusse i
signori di Sassoforte ad avvicinarsi al Comune ghibellino di Siena; nel 1251
il castello fu sottoposto al Comune di Siena, per contrastare gli eserciti di
Guglielmo Aldobrandeschi. Dopo che il Comune senese passò sotto il controllo di
un governo guelfo attorno al 1270, i signori di Sassoforte, si avvicinarono ai
conti Aldobrandeschi di Santa Fiora, principali esponenti in maremma dello
schieramento ghibellino.
XIV secolo
Agli inizi del XIV secolo il Comune di Siena estese il proprio contado ai danni
dei conti di Santa Fiora sino a Roccastrada e Montepescali: Sassoforte, come
Sticciano, si trovò stretto tra le terre del contado senese e i castelli
controllati da signori di parte guelfa. Con l' avvento in Toscana dell' imperatore
Enrico VII le famiglie dei signori di Sassoforte e di Sticciano si unirono ai
conti di Santa Fiora a fianco delle truppe imperiali in guerra nel territorio
senese nel corso del 1313.
Con la morte dell' imperatore ( agosto 1313 ) sopravvennero violenti contrasti
tra i signori di Sassoforte e gli Aldobrandeschi di Santa Fiora, che
rivendicavano la proprietà eminente sul castello; così nel 1316 i signori di
Sassoforte si accordarono e sottomisero il castello al Comune di Siena.
Ciò non segnò la pace definitiva con il Comune cittadino, così come non
terminarono le lotte con i conti di Santa Fiora che nel 1329 espugnarono e
si impadronirono del castello.
Abbandono e ripopolamento
All' inizio del 1330 il castello fu venduto dagli Aldobrandeschi di Santa Fiora
al Comune di Siena per 5000 fiorini d' oro; la cinta difensiva fu resa
inservibile e il centro medievale venne spopolato a favore di Sassofortino.
L' importanza strategico militare del castello determinò la sopravvivenza di
alcune delle strutture fortificate piú importanti. Siena fece costruire un
cassero destinato a ospitare una piccola guarnigione.
L' abbandono del castello rappresentava per Siena una situazione di relativa
tranquillità sul piano militare, ma anche un danno economico perchè il
territorio acquisito era privo di rendite. Il castello doveva essere comunque
presidiato per evitare che se ne impossessassero i nemici del governo senese.
Nel 1339 il Comune di Siena e alcuni abitanti di Sassoforte residenti in
Roccastrada si accordarono per il ripopolamento dell' area e in particolare di
Sassofortino, ma l' operazione non sortì gli effetti sperati.
XV secolo
Sul finire del XIV secolo vari conflitti coinvolsero Sassoforte; solo nel 1404,
quando Pietro di Niccolò Salimbeni vendette al Comune di Siena le sue proprietà
maremmane, compresi i diritti vantati su Sassoforte, finì l' incertezza
sull' effettivo dominio del castello. Nel 1438, per evitare che il castello
potesse nuovamente risvegliare ambizioni egemoniche di famiglie avverse al
governo senese, sia Sassoforte che Sassofortino, definiti entrambi " guasti e
disabitati ' già nel 1430, vennero sottoposti direttamente alla giurisdizione
del Comune di Siena.
L' ultimo quarto del XV secolo segnò la definitiva affermazione di Sassofortino
come centro di popolamento nei confronti di Sassoforte.
Frequentazioni postmedievali
L' indagine archeologica ha permesso di individuare i resti di un piccolo
ambiente riferibile ad una frequentazione di epoca moderna " XIX secolo " .
Le murature, realizzate a secco con materiali di riutilizzo, si impostano
sulla regolarizzazione di parte dello strato di crollo delle strutture medievali.