Home » Altro

Viabilità, insediamenti e parcellario fra età romana e medioevo nella piana di Lucca.

19 settembre 2012

Introduzione

In queste poche righe, cercheremo di illustrare le dinamiche di ricerca che hanno concorso allo sviluppo di questo progetto. L’idea di approfondire in una tesi di laurea triennale il tema della viabilità romana e medievale in Toscana, è partita dal lavoro fatto nel 2007 da Carlo Citter per la pubblicazione del libro sugli scavi archeologici condotti nella città di Grosseto qualche anno prima. L’articolo, che essenzialmente ricostruisce il sistema viario romano tirrenico da Roma a Pisa, mette in chiara evidenza, come la viabilità sia strettamente legata alla diffusione degli insediamenti romani e medievali, che nei secoli passati hanno ricoperto il ruolo di attrattori principali e secondari, riutilizzando e modificando le antiche direttrici viarie dell’impero romano. Nella nostra ricerca, tenendo conto di quanto appena scritto, abbiamo voluto fare un affondo, sul tratto della via Quinctia che da Pisa proseguiva verso Firenze e sul tratto finale della via Cassia che da Firenze andava verso Lucca. L’analisi condotta tramite l’utilizzo del GIS, ci ha permesso di capire come il tracciato della rete stradale romana nel territorio tra Firenze, Lucca e Pisa, sia stato condizionato e modificato dai fattori naturali ed antropici. La tesi si struttura in tre capitoli: nel primo è stato fatto un breve excursus sulle principali arterie stradali romane dell’Italia antica, soffermandosi sulla loro messa in opera e sui miliari. Nel secondo capitolo abbiamo fornito una panoramica dettagliata dell’idrografia del Arno e del Serchio; avvalendoci delle fonti antiche (Strabone, Polibio e Tito Livio) per inquadrare il percorso dei fiumi in età romana. Mentre per capire quali trasformazioni hanno subito i letti fluviali dopo il post medioevo, ci siamo serviti delle carte geografiche disegnate da Leonardo da Vinci per quanto riguarda il fiume Arno e delle immagini satellitari (LANDSAT, SPOT e SOYUZ) per quanto concerne il fiume Serchio. Ovviamente per ricostruire i due paleoambienti non bastano le sole fonti antiche, quindi sono state utilizzate anche le mappe geologiche on line messe a disposizione dalla regione Toscana. Il terzo capitolo, è frutto di un esame GIS approfondito nella piana di Lucca. In quest’ultima parte dell’elaborato abbiamo tentato di capire se nell’alto medioevo c’è stata una continuazione dell’utilizzo dell’antica rete viaria romana, o se vi è stata una netta cesura, dovuta probabilmente  alla variazione degli insediamenti presenti in quel territorio, che fungevano da attrattori principali durante l’età romana.
Andrea Patacchini