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L’architettura medievale in pietra a Grosseto.

18 settembre 2012

Introduzione


Il presente lavoro, che ha avuto come oggetto lo studio dell’edilizia civile in pietra -riferibile al periodo medievale- della città di Grosseto, vuole essere un contributo ad una più articolata indagine condotta dal Laboratorio di Archeologia dell’Architettura dell’Università di Siena con sede a Grosseto, che si pone come obiettivo l’acquisizione di un maggior numero di dati e di informazioni relative alla nascita e alla dinamiche insediative nei centri urbani della Toscana Medievale. Con questa finalità il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti conduce dal 1998 un progetto di Archeologia Urbana a Grosseto, che ha permesso l’acquisizione, grazie ad una serie di campagne di scavo, di un notevole numero di dati volti a chiarire i modi e i tempi di crescita e sviluppo della città. Il campo d’indagine si è limitato all’edilizia civile e, pure nella sua esiguità, il campione osservato  ha permesso di confrontare quanto attestato a Grosseto con altre realtà della Toscana meridionale  costiera, e di riscontrare le possibili influenze e suggestioni derivanti dai più importanti poli culturali della regione. Nel XIII secolo si completa il processo di ricostruzione urbana del nucleo cittadino-già caratterizzato da interventi precedenti l’impianto del cantiere del Duomo- e si sedimentano le influenze e i modelli artistico-architettonici di Siena e di Pisa. Il nostro contributo ha lo scopo di passare in rassegna i metodi di indagine e di registrazione del  dato archeologia relativo agli elevati in pietra: a tal fine abbiamo integrato l’osservazione diretta delle emergenze architettoniche con l’utilizzo di tecniche informatiche tramite l’ausilio di programmi di fotoraddrizzamento, manipolazione immagine, georeferenziazione e archiviazione  dati. La maggior parte dei dati sono stati osservati sul campo con la registrazione delle Unità Stratigrafiche Murarie (USM), sia positive(accumulo) che negative(asportazione), con numerazione progressiva e indipendente per ogni edificio, in un primo momento su carta, poi archiviate in appositi schede realizzate con il programma FileMakerPro, eleborate dal Laboratorio di Archeologia dell’Architettura e che qui presentiamo in Appendice, e infine segnalata sui rilievi fotografici  dei prospetti raddrizzati inseriti nelle tavole.
Luana Barbato – Fulvia De Maio