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Una lettura storica del paesaggio attuale: Il territorio di Castel di Pietra tra antichità e medioevo.

18 settembre 2012

Premessa:

L’idea di questa tesi nasce dalla stretta collaborazione fra i laboratori di archeologia medievale MediArg e geoarcheologia G.A.LA della sezione di Grosseto del dipartimento di archeologia, in particolare sul tema del paesaggio e sul contributo della geoarcheologia nella comprensione del contesto paesaggistico-ambientale in cui è inserito un sito archeologico e nella ricostruzione dei paesaggi antichi. Il seguente progetto, il cui intento è esaminare le caratteristiche geomorfologiche e pedologiche del paesaggio fisico attuale circostante il sito di Castel di Pietra (Gavorrano-GR-), al fine di realizzare una Carta delle Unità di Paesaggio e giungere all’ipotesi di sfruttamento ed utilizzo del territorio nel passato, può essere considerato il proseguimento e il completamento di un più vasto progetto di ricerca, sia archeologica che topografica, promosso dall’area di archeologia medievale dell’università di Siena e condotto, da alcuni anni, su Castel di Pietra e sul territorio circostante al fine di comprendere e ricostruire le dinamiche insediative nel corso dei secoli. Il lavoro è stato costantemente coordinato e seguito dalla Dott.sa Antonia Arnoldus-Huyzendveld e dal Dott. Carlo Citter, i quali tengo in particolar modo a ringraziare per l’impostazione metodologica e i numerosi insegnamenti, per i continui consigli, stimoli, suggerimenti e occasioni di confronto, e sopratutto per l’immensa pazienza e interesse con cui mi hanno indirizzato e guidato nel realizzare questo progetto di studio.

Introduzione, motivazione e finalità della ricerca

Il Castello di Pietra, localizzato nella propaggine meridionale del distretto minerario delle colline metallifere, sorge in una zona in cui è ben nota la presenza di un filone mineralizzato con tracce di solfuri misti, ampiamente sfruttato nella storia del castello, sopratutto dal periodo medievale. Sulla base di tale considerazione, la domanda che mi sono posta alla partenza di questo lavoro è se le terre che circondano il sito potessero essere in grado di fornire risorse necessarie e sufficienti al sostentamento delle comunità che hanno popolato la sommità della collina e il territorio circostante tra antichità e medioevo, a prescindere dalla ricchezza mineraria della zona. La cartografia del paesaggio può offrire una delle possibili risposte a questa domanda. Il seguente progetto ha previsto, infatti, lo studio e la comprensione delle caratteristiche fisiche e ambientali del paesaggio circostante il sito di Castel di Pietra, al fine di realizzare una “carta delle unità di paesaggio” o brevemente “carta del paesaggio”. Si tratta di una cartografia tematica che raffigura la distribuzione spaziale delle unità di paesaggio (anche dette unità di terre o land units), intese come ambiti territoriali omogenei dotati di aspetti distinti e peculiari. Per ognuna di queste unità vengono descritte le caratteristiche dei suoli, tenendo in considerazione anche e sopratutto quei fenomeni ambientali dovuti a elementi diversi, come la geologia, la morfologia, il clima, l’idrologia, la vegetazione e le attività antropiche, fattori che contribuiscono alla formazione e all’evoluzione del suolo e ne influenzano l’uso potenziale. Nel complesso, rispetto alla tradizionale carta dei suoli si ha una rappresentazione cartografica meno articolata ma contenente un maggior numero di informazioni. Tale distinzione deriva dalla sostanziale diversità tra i concetti si uso di suolo e land. Mentre il primo è definito come il corpo naturale localizzato nella zona di contatto fra atmosfera e litosfera, risultato delle interazioni di processi chimici, fisici e biologici, attuali e del passato, il termine land sottintende un concetto molto più ampio: “è un area delineabile della superficie terrestre, che comprende tutti gli attributi della biosfera immediatamente sopra e sotto la superficie, con inclusione del clima, dei suoli, della forma del terreno, dell’idrologia superficiale, dei sedimenti superficiali, delle comunità vegetali ed animali, della struttura dell’occupazione antropica e dei risultati fisici delle attività umane attuali e passate”. Tornando alla domanda iniziale, l’obbiettivo della carta del paesaggio non è solo quello di giungere ad una attenta “lettura” del paesaggio fisico che circonda il sito, ma anche e soprattutto quello di fornire uno strumento utile e necessario a diverse esigenze di studio che, in questo specifico lavoro è valutare le potenzialità del territorio che circonda il sito in riferimento a specifici utilizzi, tramite l’applicazione della land evaluation. La land evaluation non nasce con i con fini archeologici e sebbene fosse già stata sviluppata all’inizio degli anni ‘70, i concetti e i metodi di questo procedimento vennero ampiamente trattati e descritti nel 1976 dalla Food and Agricolture Organization of the United Nation (FAO). Nel Framework (FAO 1976) la land evaluation viene definita come “il processo di valutazione del comportamento della terra quando utilizzata per specifici scopi, comprendendo l’attuazione e l’interpretazione di indagini e studi sull’utilizzo attuale del territorio, sui suoli, sulla vegetazione, sul clima e su altri aspetti della land che consentono di identificare e poi confrontare i possibili utilizzi alternativi, in termini applicabili agli obbiettivi della valutazione”. Tale metodo, insieme al concetto di land units, venne originariamente sviluppato per la valutazione degli usi presenti e futuri della terra e per fornire un sistema qualitativo utile al miglioramento e alla gestione delle pianificazioni territoriali a fini ambientali, agricoli e forestali, alla creazione di progetti di sviluppo e di censimento, alla valutazione della terra in termini socio-economici. Negli ultimi anni, la land evaluation è stata sperimentata anche in ambito archeologico e la sua applicazione in questi termini è stata ampiamente discussa in un workshop della conferenza tenutasi nel 2000 a Groningen, nei Paesi Bassi, dal titolo “Potential Land Evaluation in Archaeology”. In questa occasione il sistema di valutazione è stato definito come “stabilire l’attitudine potenziale dei paesaggi antichi agli usi del suolo del passato”. Nel seguente lavoro l’obbiettivo è quindi comprendere e determinare le potenzialità e le capacità produttive attuali di queste terre (land capability classification) per giungere così ad una valutazione delle attitudini dei paesaggi antichi a specifici utilizzi del suolo (land suitability evaluation), con particolare riferimento all’uso agricolo, zootecnico e forestale.

Elisabetta Pierina Pozzuto