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Il rapporto tra Sassoforte e Sassofortino: nuove domande attraverso le analisi spaziali.

30 giugno 2012

Introduzione

L’argomento trattato in questa tesi di laurea riguarda alcuni aspetti della ricerca, che confluiscono nel più ampio contenitore dell’archeologia predittiva. In particolare si recepiscono alcuni positivi spunti metodologici prodotti in ambito sia italiano che europeo, per lo studio del paesaggio e la realizzazione di mappe di predittività. Visto il tema non è certo una novità per una disciplina che, ormai da decenni, ha riservato ampio spazio a tale problematica, sul fronte teorico e metodologico come su quello più strettamente operativo. Al fine di evidenziare le potenzialità e i meriti di questo metodo volto allo studio del paesaggio antropico e naturale si è considerato un territorio campione su cui poter svolgere tale ricerca; ci siamo infatti concentrati sulla porzione territoriale di pertinenza del castello di Sassoforte e delpaese di Sassofortino, aree che rientrano nel comune di Roccastrada in provincia di Grosseto. La ricerca, nella prima fase di progettazione si è concentrata sul Catasto Leopoldino che affiancato all‟utilizzo del GIS e alle fonti disponibili (archeologiche e scritte) ha costituito la base di riferimento su cui si è impostato il lavoro di analisi territoriale, spaziale e locazionale dell’ area scelta. Tale impostazione non è casuale. L’intento di questo studio infatti è stato quello di valutare,sovrapporre e confrontare una serie di dati e dinamiche al fine di suscitare nuovi interrogativi. Grazie alle ricerche di superficie sul territorio circostante il castello e allo scavo all’interno del perimetro delle mura di questo, abbiamo alcuni importanti punti fermi per capire le dinamiche di trasformazione della maglia insediativa. Queste però si fermano ai siti in quanto elementi puntuali su uno spazio vuoto. Pertanto in questa sede si intende avviare una ricerca sul contenitore, cioè il paesaggio. Le domande di partenza possono essere così sintetizzate. La parcellizzazione agraria fotografata dal catasto lorenese è un palinsesto che si è stratificato sul terreno in un lungo arco di tempo? O all’opposto fu un processo piuttosto ristretto all’età moderna? Quanto peso hanno avuto nella sua formazione il castello di Sassoforte, il villaggio di Sassofortino, la conformazione geomorfologica del terreno? Esiste una relazione misurabile fra il sistema dei campi e la viabilità? E con la produttività dei suoli? Al fine di individuare punti chiave da sottoporre ad indagine stratigrafica, la sola che produce dati ad alto grado di significatività, si è provveduto ad effettuare alcune analisi spaziali che vengono proposte in questo elaborato. Esso si struttura in tre capitoli: il primo è stato riservato alla parte storica e geologica del territorio indagato, con un’attenzione particolare alle ricerche archeologiche ovvero agli sviluppi degli ultimi scavi e ricognizioni effettuati. Il secondo capitolo, è un breve excursus su alcuni recenti sviluppi delle analisi predittive in Europa,in particolare quelle applicate allo studio del paesaggio agrario, un argomento molto dibattuto, dai gruppi di ricerca inglesi, francesi, olandesi e spagnoli, mentre solo ultimamente il mondo della ricerca italiana ha sviluppato una sensibilità per questo tipo di approccio che aiuta a comprendere meglio le dinamiche dell‟evoluzione e dello sfruttamento del suolo durante il corso della storia. Nel terzo ed ultimo capitolo dell‟elaborato vengono esposti gli studi compiuti sul territorio di Sassoforte e Sassofortino, analisi di densità sul parcellario e la viabilità, sulle capacità produttive e sulle diverse potenzialità dei suoli effettuate con i tools presenti all’interno del software, gli sviluppi di queste ultime ed infine la risoluzione dei problemi incontrate durante lo svolgimento della ricerca. Questo lavoro ovviamente non vuole essere un punto di arrivo ma, all’opposto, vuole essere una base di partenza per poter costruire nuovi strumenti di lavoro, un primo passaggio che permetterà di lavorare a scale di dettaglio sempre più raffinate con predittività sempre più attendibili riguardo lo studio del territorio, nella misura in cui alla fase di laboratorio segua una fase sul campo.

Anastasia Moscardini