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Viabilità, insediamenti e paesaggio: le diocesi di Roselle, Populonia e Sovana (V-XI d.C.). Basi di dati ed analisi spaziali.

30 giugno 2012

Premessa

Questa ricerca nasce dalla volontà di indagare il rapporto fra l’ambiente naturale e le scelte socio-insediative in un determinato contesto geografico in un determinato periodo. L’ambito cronologico prescelto, dalla fine della pars occidentis all’affermazione della signoria territoriale (secoli V-XI), ha una sua logica sia in termini generali che nel contesto prescelto, i territori delle antiche città di Sovana, Roselle e Populonia lungo la costa tirrenica. Il V secolo si apre infatti con la crisi finale dei paesaggi antichi e, in alcune regioni italiane, con un più marcato processo di cristianizzazione delle campagne. Con l’XI secolo si avvia in modo sistematico il processo di fondazione di castelli e quindi dei paesaggi del pieno Medioevo. La prima parte del lavoro si è concentrata sul reperimento della letteratura edita aggiornata ad ottobre 2010 ed alla stesura di un capitolo introduttivo sulle dinamiche insediative delle aree prese in esame e sulla relativa viabilità ereditata dal mondo romano e quella medievale ricostruibile ad oggi. Il passo successivo, centrale ai fini della nostra ricerca, è stato il trasferimento di queste informazioni in una base GIS (proseguendo, integrando e portando a compimento un lavoro cominciato in occasione della preparazione della tesi triennale). Per procedere alla georeferenziazione delle nuove evidenze inserite nel database abbiamo utilizzato un cartografia CTR a 25:000; è ovvio ricordare che la precisione avuta nella georeferenziazione di siti, necropoli e chiese note da scavo o da ricognizione, non si è potuta avere per le chiese o per le curtes note da fonti documentarie che possono essere localizzate solo sulla base del toponimo. All’opposto i siti noti da scavi e/o ricognizioni a fronte di una maggiore precisione nella collocazione spaziale, possono essere compresi in una fascia cronologia più ampia, situazione contraria si presenta per i dati forniti da fonti scritte che possono avere una maggiore precisione cronologica. I dati immessi riguardano: siti archeologici tardo antichi e altomedievali (incluse le necropoli di età longobarda o comunque genericamente altomedievali), chiese attestate sia da fonti scritte sia da fonti archeologiche, viabilità romana (sia le grandi vie consolari, sia la viabilità minore, dove questo dato era disponibile), confini diocesani (che non corrispondono necessariamente ai distretti urbani tardoantichi o altomedievali, ma sono in ogni caso un punto di riferimento), risorse minerarie, idrografia, sorgenti e dove disponibili dati paleoambientali e ricostruzione linee di costa. La suddivisione proposta tiene conto del più recente, peraltro non risolutivo, dibattito sulla periodizzazione di ambito europeo e italiano che vede nella fine della guerra gotica e nell’età carolingia momenti di svolta. Quindi si è proceduto ad effettuare una serie di analisi spaziali (densità, buffers) che hanno lo scopo di porre nuovi interrogativi sul rapporto topografico fra le variabili considerate. I risultati sono stati inseriti, presentati e commentati nella tesi sotto forma di grafici.

Giada Valdambrini