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Il rapporto fra insediamenti, viabilità ed edifici religiosi nelle diocesi di Roselle, Sovana e Chiusi (secoli V-VIII d.C.)

30 giugno 2012

Lo studio delle dinamiche insediative nella transizione fra antichità e medioevo ha generalmente privilegiato i lunghi processi di trasformazione delle campagne e il rapporto con le città, mentre solo negli ultimi anni si è sentita l’esigenza di proporre chiavi di lettura anche per particolari aspetti dell’insediamento, come la comparsa di edifici religiosi. Questa ricerca si propone di proseguire su questa direttrice incrementando le variabili con l’aggiunta della rete viaria di età romana che fu un punto di riferimento per molti secoli dopo la fine dell’impero.

Pertanto il punto centrale è stato analizzare il rapporto fra gli insediamenti e la viabilità in una parte della Toscana dove i dati disponibili consentono questo tipo di approccio. L’area scelta corrisponde alle diocesi medievali di Roselle, Sovana e Chiusi, cioè all’estremo sud della Toscana, caratterizzato, pur con i doverosi “distinguo”, da un sostanziale fallimento dell’urbanesimo romano, da un modesto apporto alloctono durante la formazione del regno longobardo e da una tardiva cristianizzazione delle campagne.

La prima parte del lavoro si è concentrata sulla letteratura corrente in materia di trasformazione delle campagne, privilegiando la Toscana, ma con uno sguardo al contesto italiano. Questo ha permesso di acquisire una serie di elementi di confronto per i dati elaborati nella seconda parte della tesi.

Questa consiste nella creazione di una base GIS dove sono stati immessi tutti i dati editi, in parte già disponibili presso il LIAAM (Laboratorio di Informatica Applicata all’Archeologia Medievale – Siena) e il MediArG (Laboratorio di Archeologia Medievale – sezione di Grosseto) dell’Università di Siena, e in parte reperiti dalla letteratura specifica sui territori in esame.

I dati immessi riguardano: siti archeologici tardo antichi e altomedievali (incluse le necropoli di età longobarda o comunque genericamente altomedievali), chiese attestate sia da fonti scritte sia da fonti archeologiche, viabilità romana (sia le grandi vie consolari, sia la viabilità minore, dove questo dato era disponibile), confini diocesani (con i limiti che vedremo più avanti), dati geografici e morfologici. Quindi si è proceduto ad effettuare alcune semplici analisi spaziali che hanno lo scopo di porre nuovi interrogativi sul rapporto topografico fra le variabili considerate. In particolare si è dato rilievo alla prossimità o meno delle diverse categorie di siti alla viabilità romana. I risultati sono stati inseriti e commentati nella tesi sotto forma di grafici.

L’ambito cronologico prescelto ha una sua logica sia in termini generali che nei territori considerati. Il V secolo si apre infatti con la crisi finale dei paesaggi antichi e, in alcune regioni italiane, con un più marcato processo di cristianizzazione delle campagne. L’VIII secolo si chiude con la conquista franca, che determina, innesca o comunque accelera processi in atto di ridefinizione degli assetti dell’insediamento. La prosecuzione della ricerca e quindi l’implementazione della base GIS con i dati almeno di tutta l’età carolingia consentirà di chiarire meglio l’impatto franco su queste realtà e in particolare sulla cristianizzazione delle campagne. Il numero di edifici religiosi sarà certamente maggiore, e pertanto nei grafici relativi risulterà enfatizzato il dato che già in questa sede possiamo visualizzare. Difficilmente potranno aumentare le chiese di V-VI, forse, ma con molti dubbi, potranno essere aggiunte chiese nella fascia di VII-VIII.

L’arco cronologico deciso presenta una certa elasticità, infatti sono stati inseriti nella base GIS anche siti di fine IV, in linea con l’idea portante della nostra ricerca: andare ad indagare i rapporti delle chiese con i siti, la viabilità preesiste, spingendosi non oltre alle citazioni in  documenti di inizio IX secolo (sostanzialmente il regno di Carlo Magno).

Giada Valdambrini