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Castel di Pietra

3 giugno 2012

Il Castello di Pietra sorge su uno sperone di roccia allungato, ad una quota di 172m slm, lungo la riva destra del fiume Bruna. È localizzato nella propaggine meridionale del  distretto minerario delle Colline Metallifere, in una zona in cui è ben nota la presenza di un filone mineralizzato con tracce di solfuri misti, ampiamente sfruttato nella storia del castello, soprattutto dal periodo medievale. Il paesaggio dell’alta Val di Bruna rientra  all’interno del progetto Colline Metallifere, attivo dagli anni ’90 condotto dall’ insegnamento di archeologia Medievale dell’Università di Siena, che lo ha visto come soggetto di intense indagini topografiche. Proprio lo scavo di questo sito ha a sua volta attivato una serie di collaborazione tra specialisti che vanno dalla realizzazione di una “Carta delle Unità di Paesaggio” che ha permesso lo sviluppo  di un modello della produzione potenziale di frumento  stimando il numero massimo di persone che potevano essere supportate dall’area di pertinenza di Castel di Pietra, a progetti di valorizzazione per il territorio, al coinvolgimento del gruppo di Gino Fornaciari dell’Uuniversità di Pisa sullo studio del cimitero, fino alla realizzazione di analisi archeozoologiche, analisi archeometriche per determinare la funzione delle ceramiche e di alcuni ambienti. Lo scavo  ha avuto inizio nel 1997 (terminando dieci anni dopo),  si è concentrato principalmente sull’area sommitale che è stata scavata per il 20% con lo scavo del cassero, dell’ampia area antistante e di una area collocata al margine opposto del pianoro, per valutare analogie e divergenze nella sequenza.

Le prime attestazioni sulla collina di Pietra sono riferibili al Bronzo recente e finale, sono state rinvenute nell’’Area 1 di scavo che si colloca all’interno del cassero con un’area di circa 395m².  In quest’area e nell’altra antistante di circa 367 m² (Area 3000 e 6000)  dopo un silenzio di circa tre secoli si registra la fondazione delle prime strutture etrusche fra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C., con un muro di terrazzamento monumentale costruito con andamento nord-sud per contenere la porzione più alta e orientale del pianoro. Su questo sono stati rinvenuti i resti di un edificio, due cisterne e altre strutture connesse ad attività artigianali. Il sito fu abbandonato intorno alla metà del V secolo a.C., quando la spedizione siracusana lungo la costa etrusca colpì Vetulonia e il suo territorio. Verso la fine del IV secolo a.C. l’altura fu rioccupata, anche nella parte occidentale. Fra il III e il II secolo a.C. furono costruiti almeno due complessi abitativi e produttivi, ciascuno in relazione con vasche in cocciopesto, mentre le grandi cisterne del periodo precedente rimasero in uso. La mancanza di dati archeologici per il I secolo a.C. prova la fine dell’occupazione della collina all’inizio del secolo, quando la guerra civile fra Mario e Silla devastò quest’area.

Al di sopra di un’abitazione ellenistica sono stati rinvenuti due lacerti di muri legati con argilla che delimitano un nuovo ambiente. La presenza di ceramica, alcuni laterizi di copertura tardoantichi e le differenze di tecnica dei muri suggeriscono che una famiglia contadina sia vissuta fra la fine del V e la metà del VI sulla collina di Pietra,andando a riadattare con un modesto investimento il disfacimento della casa ellenistica.

In contemporanea con le prime attestazioni documentarie abbiamo l’evidenza di una torre trapezoidale cui si addossa una seconda torre quadrata e lacerti di un muro di cinta che sembrano configurare il passaggio dalla rocca di Pietra citata nel 1049 al castellum de Petracitato nel 1104; azione che permette di mettere in relazione Pietra con quel processo che vide, tra X e XI secolo, i conti Aldobrandeschi intenti in un precoce incastellamento dei propri nuclei patrimoniali.

Il castello subì modifiche e ampliamenti circa un secolo più tardi, quando furono realizzati il recinto del cassero, la cinta attualmente visibile (che racchiude un’area doppia della precedente) e forse quella del pianoro sottostante. Furono obliterate tutte le precedenti strutture ancora in parte in vista e realizzati dei livellamenti per consentire di avere un’ampia superficie interna orizzontale.

Il passaggio di consegne fra Aldobrandeschi e Pannocchieschi determinò una serie di fasi edilizie in rapida successione fra il pieno XIII e la metà del XIV secolo. Un nuovo accesso al recinto fu realizzato sul lato est e più tardi anche sul lato ovest, livellando tutta l’area antistante, dove erano gli edifici ellenistici. Lo spazio interno fu frazionato in più ambienti di servizio. Le trasformazioni  furono più consistenti a partire dagli inizi del XIV secolo,con ampio uso del laterizio.

Bibliografia:

Scaricabili:

Non scaricabili:

  • C. Citter (a cura di), Dieci anni di ricerche a Castel di Pietra (1997-2007). Edizione degli scavi 1997-2007, Firenze.