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Archeologia urbana a Grosseto

22 maggio 2012

Questo progetto non nasce con l’incarico di monitoraggio del centro storico di Grosseto in occasione dei lavori di ripavimentazione e rifacimento dei sottoservizi nell’ambito di una collaborazione tra Amministrazione Comunale, Università di Siena e Soprintendenza Archeologica per la Toscana.Esso nasce di fatto con lo scavo effettuato da Riccardo Francovich nel cassero senese nel 1978, cioè negli anni in cui l’archeologia urbana e il tema dei centri storici erano al centro degli interessi del mondo della ricerca. Nel 1997 l’attenzione si spostò sul tema della città diffusa fra Roselle e Grosseto nella convinzione che l’ori­gine e lo sviluppo di questo centro dovessero essere letti in sinossi con le vicende, non ancora del tutto chiare, del declino di Roselle e della diffusione delle sedi del potere sul territorio.

Lo scavo urbano è iniziato nel 1998 per concludersi poi nel 2003, ed ha interessato gran parte delle aree pubbliche del centro storico, comprese le chiese di S. Pietro e di S. Gherardo. Sono stati aperti in totale 93 saggi nelle strade e nelle piazze, pari al 3,2% dell’intera superficie del centro storico. Oltre alla normale prassi usata negli scavi stratigrafici, sono stati prelevati in maniera sistematica 85 campioni di terreno, 19 dei quali, contenenti anche carboni o semi, che sono stati successivamente inviati a laboratori di settore per le analisi al C14, rendendo così le datazioni più affidabili.

Per gestire ed archiviare i dati provenienti dalle are indagate è stata costruita una base GIS, dove sono stati inseriti e interfacciati i dati provenienti dallo scavo con quelli da altre fonti: archivistiche, cartografiche, geologiche, paleo-ambientali, archeometriche, foto aeree e edilizia storica superstite. L’intreccio e la stretta connessione tra questi elementi, ha costituito uno dei punti di forza per lo studio della morfologia storica ed urbanistica della città, permettendo inoltre di realizzare una serie di carte del rischio/potenziale del centro storico, consentendo di valutare nella sua totalità la sopravvivenza dei depositi archeologici.

Tutto questo lavoro, è stato coronato dalla creazione del Museolab, ovvero il museo laboratorio della città di Grosseto. All’interno di esso si conservano le tracce del tempo e si promuovono attività rivolte non solamente agli utenti universitari ma anche al pubblico residente e visitatore, per condividere ed imprimere nella memoria contemporanea, i significati del passato della città e del suo territorio.L’occasione di far incontrare ad un bambino in visita al Museolab un archeologo che studia i reperti, aggiunge potenzialità allo spazio espositivo che diventa sempre più un luogo per l’elaborazione trasversale della memoria collettiva in cui i processi della sua formazione si esplicitano e si rendono ancora più visibili e fruibili. Al termine del percorso espositivo è stato allestito un laboratorio multimediale aperto ai visitatori, dove vengono aggiornati in-progress la banca dati, la base GIS della città e della zona circostante.

Bibliografia:

Scaricabili:

Non scaricabili:

  • C. Citter (a cura di) 2007. Archeologia urbanaa Grosseto. Origine e sviluppodi una città medievale nella“Toscana delle città deboli”.Le ricerche 1997 – 2005. II:edizione degli scavi urbani1998-2005. Biblioteca delDipartimento di Archeologiae Storia delle Arti – sezionearcheologica, Università diSiena 16. Firenze.