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La datazione al carbonio (14C) di un campione proveniente da sequenze medievali.

25 settembre 2012

Il metodo più diffuso di datazione assoluta per l’archeologia storica è quello conosciuto come 14C o radiocarbonio. La sua scoperta si deve a Willard Libby ( 1905-1980 ). Il 14C è uno degli isotopi ( atomi dello stesso elemento che hanno lo stesso numero di protoni ma diverso numero di neutroni ) del carbonio ed è radioattivo, cioè è soggetto a decadimento. La datazione con 14C si basa sul principio che la quantità di 14C è costante in tutti organismi vivi. Quando un organismo muore, smette di partecipare al processo di scambio con l’atmosfera e la concentrazione del 14C nei suoi resti diminuisce secondo la legge del decadimento radioattivo: ci vogliono 5.730 anni perchè la metà del 14C decada. Per ottenere una data si deve confrontare la quantità di 14C presente nel campione prelevato da un organismo morto con quella che avrebbe se l’organismo fosse vivo. La quantità di 14C presente in un campione si misura con appositi spettrometri di massa. L’arco temporale che può essere coperto con la datazione con 14C va da circa 50.000 anni fa alla fine della rivoluzione industriale. Dopo è meno affidabile, in quanto la quantità di carbonio presente nell’atmosfera è cambiata.